giovedì 10 settembre 2009

28.10.1919 - 10.09.2009

ciao papà

giovedì 27 agosto 2009

MORTE IN NORMANDIA



Ci sono stato. Dopo anni di attesa ci sono stato. In Normandia, sulle spiagge dello sbarco.
Volevo esserci, dove la battaglia si è svolta. Volevo vedere.
Non so cosa pensavo di trovare, ma so cosa ho trovato.
Ho trovato la morte. Lei è stata la. Forte, FORTE. In gran quantità. E, se sai fermarti, guardare, lei è ancora la.
E’ sulle spiagge, deserte, silenziose. Pochi hanno il coraggio di andarci a ridere o far l’amore. Spiagge lunghe, piatte o scocese. Silenziose.
È nelle rovine delle fortificazioni, con i crateri delle mille bombe cadute li intorno ancora visibili.
I bambini scendono e salgono, non capiscono, beati loro. Centinaia di crateri. Pochi vedono, ma è stata li.
Ed è nei cimiteri. Ne ho visti due. Quello tedesco e quello americano. Cosi diversi. Poche persone in quello tedesco, centinaia in quello americano. I vincitori
Cosi diversi. Ma cosi uguali. Leggi nomi, nomi nomi. Ragazzi di 18 anni. Tanti.
Croci senza nome. Senza retorica. 9000 lapidi tedesche, 9000 americane.
Nessuno ride. Ci sono i cartelli per ricordarlo, ma penso che pochi riderebbero comunque.
Mi sono impregnato dell’orrore della morte. Ho voluto vedere.
Onore ai caduti.
Ma basta morti.

lunedì 24 agosto 2009

QUANDO

Quando finalmente hai preso in mano il tuo libro e ti salta sulla pancia e ti chiede di giocare

Quando ti sveglia alle 8 di mattina della domenica entrando nel lettone, e tu speravi di dormire

Quando vuole stare alzato la sera per vedere un cartone con te e tu volevi vedere un altro film

Quando tu vorresti leggere il giornale e lui vuole che gli fai le coccole prima di andare a nanna.

Quando torni stanco a casa dal lavoro e lui vuole giocare a palla con te in salotto

Quando sei triste o arrabbiato e lui vuole parlare parlare parlare

Quando è sabato pomeriggio di luglio, fa caldo e lui vuole andare ai giardinetti a giocare con te.

.

Allora pensa quante altre poche volte te lo chiederà prima di diventare grande.

giovedì 30 luglio 2009

La salsa è globale ma l'uomo è locale

Si parla tanto di integrazione, ma le abitudini dei popoli sono dure a morire.
Prendi la salsa, il ballo cubano. il ballo è stato esportato in tutto il mondo e tutti lo ballano.
Stessa musica e regole. Ma.
A Napoli gli uomini invitano le ragazze a ballare.
In Piemonte (campagna) gli uomini invitano le ragazze a ballare solo se le conoscono.
In Svezia gli uomini non invitano le ragazze a ballare. si balla con il proprio partner o al massimo di fa la rueda, una specie di ballo di gruppo.

anche nel ballo si riflette un popolo.

giovedì 23 luglio 2009

senza titolo

E' uno di quei giorni che ti prende la malinconia
che fino a sera non ti lascia più
la mia fede è troppo scossa ormai ma prego e penso fra di me
proviamo anche con dio non si sa mai
e non c'è niente di più triste in giornate come queste
che ricordare la felicità sapendo già che è inutile ripetere:
chissà ? Domani e' un altro giorno si vedrà
è uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita
bilancio che non ho quadrato mai
posso dire d'ogni cosa che ho fatto a modo mio
ma con che risultati non saprei
e non mi sono servite a niente esperienze e delusioni
e se ho promesso non lo faccio più ho sempre detto in ultimo :
ho perso ancora ma domani è un altro giorno, si vedrà
è uno di quei giorni che tu non hai conosciuto mai
beato te si beato te
io di tutta un'esistenza spesa a dare,
dare, dare .... non ho salvato niente, neanche te
ma nonostante tutto io non rinuncio a credere
che tu potresti ritornare qui e come tanto tempo fa ripeto :
chi lo sa ? Domani è un altro giorno si vedrà
e oggi non m'importa della stagione morta
per cui rimpianti adesso non ho più
e come tanto tempo fa ripeto :
chi lo sa ? Domani e' un altro giorno si vedrà
domani e' un altro giorno si vedrà.

ascolta

giovedì 25 giugno 2009

Tango passion


Tutte le volte che vado in una milonga torno a casa e mi sveglio un pò scombussolato.
C'è una aria, un sapore, un odore di sensualità cosi esplicita che non si può non rimanere turbati, se gli ormoni non sono ancora scomparsi.
La prima cosa che mi colpisce è la trasformazione delle donne. Arrivano vestite normalmente, scarpe basse, magari i jeans; si chiudono in bagno o semplicemente si siedono su una sedia e si trasformano.. gonne leggere e vaporose, legging e sopratutto tacchi. Sandali, anche d'inverno. Rossi o d'argento. Tacco alto. Delle donne diverse. In attesa.

E poi ballano. Belle o brutte non importa. Ballano, girano, adornano, fanno otto, si muovono fra le braccia di un uomo, di quello che per tre volte tre minuti sarà il LORO uomo. Si faranno condurre, lo sedurranno come magari non sanno fare una volta scese dai tacchi. Mano stretta, braccio ad avvolgerle, ballano. E diventano piu seducenti, piu belle. Se poi adornano, magari, quei movimenti leggeri della gambe attorno all'uomo, allora sono irrestibili.
Dice un mio amico tanguero argentino che hanno tutte voglia di trombare. Non so se sia vero, ma sembra di si.
Due ore cosi bastano a farmi girare la testa.

Ancor più che se ballassi io direttamente, almeno per ora. Troppa concentrazione sul passo, sugli accenti, per potersi godere il ballo. Ma guardare è fantastico.

martedì 28 aprile 2009

Si fa, si fa...

Mesi fa mi chiedevo come si faceva a dimenticare.
Ora lo so. In effetti non c'è un metodo, viene tutto da solo.
Quei proverbi che dicono: "il tempo è un gran dottore!". Tutti veri.
Passa. e va.